NEW YORK - NEW YORK
Ci siamo: ultimi allenamenti in vista della Maratona di New York.
Per quanto riguarda gli esordienti è importante aver provato in allenamento COME si prendono i rifornimenti con il bicchiere di plastica (chiedete agli amici che già hanno fatto la maratona di farvi vedere come si fa). E' importante sapere che ai rifornimenti ci si prepara per tempo: essendoci ogni 5 km, 300 metri prima occorre già capire dove andare e cosa fare per evitare affollamenti con conseguenti spintoni e cadute, quindi occorre cercare di essere sempre lucidi e padroni della situazione: se non ce la fate a prendere il rifornimento al volo fermatevi con molta calma, senza farvi prendere dal panico. Mai tornare indietro se ci è sfuggito un bicchiere, piuttosto guardare avanti e cercare di prenderne un altro: tentare di tornare indietro significa correre il rischio di essere travolti. Informarsi sul tipo di rifornimrnti che troverete in gara, in modo da utilizzare gli stessi in allenamento.
UNA VOLTA ARRIVATI A NEW YORK...
Regola n.1:
NON bisogna stravolgere la vita che si è condotta fin'ora:
NON vanno cambiate le abitudini alimentari già collaudate in allenamento, specialmente in quelli specifici, es. prima del LUNGO o del LUNGO TECNICO;
NON va cambiato il modello di calzature usato durante gli allenamenti (in genere in gara si usano scarpe collaudate in allenamento 1 mese prima);
NON vanno cambiate le abitudini del riposo (fuso orario a parte), nel senso di non dormire il pomeriggio se non si è abituati a farlo o camminare troppo per le vie della città durante lo shopping.
REGOLA N.2
Sia dal punto di vista mentale che fisico è importante dedicare gli ultimi giorni prima della gara all' attenzione ai dettagli, poichè nulla si può correggere o migliorare oltre con l'allenamento.
Dal punto di vista tecnico consiglio di dedicarsi ad un ripasso dell'andatura da sostenere in gara: il martedì o il mercoledì precedente la gara ottimali sono 3 o 4 ripetute sui 2000 metri un poco più veloci del ritmo gara, con ampio recupero fra le prove (fino a 4 minuti); per quanto riguarda gli allenamenti successivi soltanto corsette, allunghi e tanto stretching.
Il venerdì precedente la gara il riposo è l'ideale, mentre il sabato mattina una corsetta di 30 minuti e qualche allungo preparano ottimamente l'organismo alla competizione. Il sabato pomeriggio relax: stretching, TV, chiacchierate con gli amici, al massimo una passeggiatina nei dintorni dell'albergo.
Dal punto di vista psichico occorrerebbe fare un ripasso generale nella propria mente di tutto ciò che si è fatto durante la preparazione:
"qual'è il mio punto debole?"
" che tipo di rifornimenti utilizzerò e quando"
" sono in grado di controllare quel fastidiuccio sotto al piede destro?"
Insomma si tratta di organizzarsi la gara nella mente in modo da RECITARE A MEMORIA durante il percorso, questo serve per non avere dubbi o patemi d'animo sul da farsi durante lo svolgimento della competizione.
La maratona si sceglie, nessuno ce la impone, ma è una sfida durissima e non va sottovalutata.
La gioia che proverete al tragurdo della Maratona di New York sarà del tutto simile a quella che ho provato io quando ho vinto nel 1998, perchè il bello della maratona è questo: a qualsiasi velocità si sia in grado di correrla, arrivare in fondo è sempre una bella impresa.
Che l'energia della città di New York accompagni tutti NOI!
Questa E' la Maratona
Il pensiero di un allievo che ha saputo interpretare la filosofia della maratona così come deve essere, con la giusta passione, con il giusto impegno, con la capacità di apprezzare anche gli sforzi degli altri, senza invidie. Un allievo che ha saputo divertirsi malgrado la fatica dell'allenamento, che ha saputo conciliare i km all'impegno primario del lavoro e della famiglia, che ha saputo rapportarsi con la sportività vera, quella che fa vincere se stessi (imperare sibi maximum imperium est) senza esasperazioni di nessun tipo. Sarebbe bello se tutti gli atleti amatori fossero come Emmanuele: appassionati e divertiti da questo sport, senza incursioni nella follìa del superallenamento, senza patemi d'animo, senza trascurare gli affetti e il lavoro in nome di risultati che sono personalissimi e di cui è possibile dividerne la gioia soltanto con le persone più vicine e più care.
"Sei mesi fa ho chiesto a Franca di allenarmi per la Maratona di Roma.
Sarebbe stata la mia prima volta: il 18 marzo 2007 -calcolavo- avrei avuto quasi 48 anni.
Ho raccontato a Franca che avrebbe potuto contare su di un allievo puntuale e volenteroso, che ai blocchi di partenza della preparazione si sarebbe schierato con una forma fisica passabile e una qualche attitudine al jogging, ma non molto di più.
In cambio chiedevo tre cose: terminare i 42195 metri di gara, evitando problemi fisici e -possibilmente- sotto le 4 ore.
Franca mi ha voluto conoscere. Poi, quando ho capito che mi avrebbe allenato personalmente, correndo al mio fianco per 6 mesi, le gambe mi tremavano dall'emozione.
Quel giorno è nata una squadra e Franca è diventata Franka, il mio Capitano.
Sei mesi dopo ho corso la Maratona di Roma, tremilatrecentesimo degli oltre dodicimila arrivati alla fine e ben al di sotto delle 4 ore (3h43'), integro e felice.
La prima telefonata è stata al Cap, al mio Capitano. Per la fatica avevo un'autonomia di poche parole:
"Un'esperienza unica! Grazie Franka, grazie Cap!"Sei mesi fa non avevo idea di quello che avrei vissuto, delle cose che col mio Capitano avrei imparato.
Ora lo so.Fino alla fine! Preparare la maratona con Franka significa imparare a correre con passione, con la testa e soprattutto senza concedersi alibi. Molto cuore, tanta mente e scuse niente! Head 'n' heart needless to say and excuses at bay!
Eleganza. Vedere correre Franka è affascinante. Correrle accanto diventa una sensazione estetica prima ancora che atletica. Falcata forte, passo rotondo, ginocchia alte come lo sguardo, appoggio fermo come l'intenzione di vincere.
La corsa dell'imbattibile dea Atalanta non poteva essere più elegante.Lealtà. A noi dilettanti non ce lo fa fare nessuno di praticare per forza uno sport. Tanto meno se si tratta della maratona. Quindi fairness, rispetto delle regole e dello sforzo altrui deve essere in cima alla lista. Altrimenti Franka si arrabbia e non la vedrete più correre al vostro fianco.
Incitamento. Fine psicologa, attenta, sollecita, mai invadente, il suo sostegno ti arriverà con uno sguardo e la sua voce ti spingerà.
L'orgoglio di sentire Franka al tuo fianco farà il resto.Competenza. Maratona e dintorni, il mio Capitano sa tutto. Una Pasionaria con la Laurea, Franka ti insegna a bere in corsa e ad evitare i crampi, ma ti racconta anche del suo esordio e del Mago che ce l'ha portata. Ti insegna come ci si "lascia andare" in discesa e di come si corre "tonici" in salita.
Sono più di due ore che corri e ti dispiace smettere: per quella storia di come ha vinto New York dovrai aspettare il prossimo "lungo".Impegno. Fatica, costanza, disciplina. Senza tirarsi indietro. Con Franka capisci che ce la puoi fare, che se lo dice lei ci puoi riuscire e che se alla fine dell'allenamento ti dice "Good job, oggi hai lavorato bene", allora quel giorno sei andato veramente forte.
Tecnica. Andature, variazioni, ripetute, allunghi, stretching, alimentazione, fisiologia, tattiche e psicologia di gara. Cose che impari e non dimentichi più. Il Capitano diventa maestro e per chi ama la corsa è il massimo, un po' come se un apprendista falegname andasse a bottega da Geppetto!
Agonismo. E' la lezione più bella, quella che resta per sempre. La gara è prima con sé stessi, per riuscire a dare il proprio massimo. Gli sforzi degli altri si apprezzano e gli avversari si rispettano. Infine, magari, poi alla fine si vince anche. Ma con agonismo, non con protagonismo.
A leggere le iniziali di questi insegnamenti viene fuori la parola FELICITA'.
Per me non è un caso. E' magia.
E' la magia di questi sei mesi a correre con il mio Capitano per le strade e gli stadi della città più bella del mondo.
Grazie Franka, grazie Cap!"
Emmanuele 19 marzo 2007